Fra il 1880 ed il 1914 migrano negli States circa un milione di siciliani tra questi anche molti mafiosi. Fra Sicilia e America del Nord si crea, quindi, un circuito che non sarà mai interrotto di uomini, merci ed esperienze. I siciliani e tutti i meridionali che approdano nel nuovo mondo devono immediatamente affrontare problemi gravissimi: la lingua, la cittadinanza, i loro diritti e la loro tutela. Sono senza stato: si crea la situazione necessaria e sufficiente perché i soliti facinorosi possano ricreare e perpetuare un poter parallelo basato sul circuito violenza - protezione.
Alcuni immigrati si pongono al di sopra degli altri e cominciano a sfruttarli. L'esperienza mafiosa maturata nelle terre d'origine si salda ad una realtà americana, quella del bossismo con le sue componenti di corruzione, clientelismo, gangsteismo. Anche qui la violenza e le intimidazioni, il gioco delle amicizie, delle protezioni e degli obblighi può aprire degli sbocchi; anzi, qui ci sono possibilità che in Sicilia erano inimmaginabili. La famiglia mafiosa, la cosca, prende generalmente il nome del capo più importante che la fa emergere. Non sempre questo capo lascia un successore a lui legato da vincoli di sangue e comunque la successione non necessariamente avviene secondo il principio del maggiorascato.
La cosca, la famiglia, è un gruppo di potere in cui contano l'efficienza e i risultati; i mafiosi possono anche avere un pedigree, ma i titoli devono essere conquistati sul campo e sono sempre in discussione.
Vito Corleone è il Padrino, e come ogni boss fonda i suoi ideali sulla famiglia, il rispetto e l'amicizia.
Chiunque li chieda aiuto lo teme, lo rispetta, lo chiama Don e deve essere pronto a ricambiare il favore.
Secondo Don Corleone: "Un uomo che sta troppo poco con la famiglia non è un vero uomo".
L'opera ha inizio l'ultimo sabato dell'agosto 1945. A casa di Don Vito, a Long Beach, si tiene il ricevimento per il matrimonio di sua figlia, Miss Costanzia Corleone; sono presenti ospiti conosciuti e fidati. Molti devono la loro fortuna al Don (ed è per questo che si sentono di chiamarlo Padrino).
Lo sposo è Carlo Rizzi, figlio di un siciliano e madre del Nord Italia.
Santino, chiamato Sonny, un bel ragazzo, virile, latin lover, faccia da cupido. Sonny si sente erede del potere del padre, ed è pronto, alla sua morte, di diventare il nuovo Don Corleone. Ma Vito non vede in lui le capacità mentali che fanno del Padrino una persona d'onore.
Federico è il secondogenito, detto Fred o Fredo: rispettoso, leale, sempre a disposizione e a sostegno del padre.
Michael, invece, è il figlio minore ed è fidanzato con Kay Adams. Il sogno del padre era quello di vederlo come futuro successore, ma durante la guerra si era presentato volontario del corpo dei Marines, sfidando l'espresso divieto di Don Corleone. I suoi ideali andavano contro la sua famiglia.
Thomas Hagen è il legale della famiglia Corleone e assume anche funzioni di Consigliori (consigliere). È un uomo di 35 anni, alto, con i capelli tagliati a spazzola, molto snello. Da piccolo, rimasto orfano, era stato cresciuto da Don Corleone.
"Consigliori: Il consigliori (consigliere) era sempre un siciliano puro-sangue, e il fatto che Hagen fosse stato allevato come membro della famiglia del Don, non faceva differenza. Era una questione di sangue. Solamente a un siciliano nato e cresciuto in un ambiente di omertà, la legge del silenzio, poteva essere affidato il posto chiave di consigliori.
Consigliere del Don, braccio destro, secondo cervello, e inoltre il vicino collaboratore e l'amico più intimo. Se avesse tradito il Don, non avrebbe avuto futuro, se gli fosse stato fedele, avrebbe ottenuto in cambio ricchezza, rispetto e potere."
Paulie Gatto e Clemenza: aiutanti fedeli del Don. Svolgevano le "commissioni".
Durante la cerimonia dello sposalizio della figlia di Don Corleone sono presenti alcuni ospiti che hanno richiesto un appuntamento privato con il Padrino, al quale chiedere dei favori.
Tra questi, i principali sono:
E' un panettiere, grande amico di Corleone; cresciuti insieme durante l'infanzia e sempre rimasti uniti. Sua figlia, Khaterin, era innamorata di un certo Enzo, un bel ragazzo siciliano, catturato dall'esercito americano e inviato negli USA come prigioniero di guerra. Al termine del conflitto era costretto ad essere rimpatriato.
E fu così che Nazorine si rivolse al Padrino, uomo dalle mille conoscenze, chiedendogli di modificare le carte del rimpatrio.
Don Vito lo rassicurò e per aiutarlo contattò un Senatore Ebreo.
Uno degli uomini più temuti della malavita dell'est. Poteva commettere un omicidio tutto da solo, senza complici, il che automaticamente ne rendeva quasi impossibile l'incriminazione e la condanna da parte della legge. Piccolo, tozzo, aspetto violento. Il suo incontro con Don Corleone era dovuto solo per ringraziarlo di averlo invitato al matrimonio della figlia.
Los angelese, un famoso attore grazie a un vecchio aiuto del Don, ora si trovava povero, senza più un futuro, divorziato con due bambine.
Il suo sogno era quello di riprendere la carriera e di tornare sulla cresta dell'onda, e così si rivolse al Don, riferendogli che un famoso regista non voleva ingaggiarlo come protagonista per un nuovo film. Vito Corleone lo ospitò a casa per un mese, per fargli riprendere le forze e anche un bell'aspetto, per poi assicurarli quel ruolo da protagonista nel film. Il Don proporrà al produttore, "un'offerta che non potrà rifiutare".
Tom Hagen ha un incontro con Jack Woltz, produttore, per promettere un posto a Fontane come attore nel film in produzione. Woltz era contrario all'ingaggio di Johnni perché aveva approfittato di una giovane attrice in carriera. Woltz è un grande regista nell'ambito Holliwoodiano, è in simpatia con il presidente degli USA, ed è protetto dall'FBI.
Woltz non accetta le proposte di Hagen commissionate dal Padrino. L'unica soluzione è la violenza.
Una mattina il produttore si sveglia, e nel suo letto trova la testa del suo cavallo, uno stallone dal valore inestimabile. Si rese conto che la sua ricchezza, la sua protezione dell'FBI non servivano a nulla contro l'enorme potere di Don Corleone. A questo punto, dopo aver comunicato alla stampa che il cavallo era morto per una grave malattia, Woltz telefonò a Fontane e gli affidò la parte.
E' un impresario di pompe funebri di New York; sua figlia, "una bedda ragazza" è vittima delle aggressioni di tre ragazzi, che di fronte al giudice vengono assolti a causa della loro giovane età.
Il povero padre è frustrato dall'odio e non chiede altro che vendetta.
Si affida a Don Corleone, ma in un primo momento questo lo rimprovera, lo accusa di non essere suo amico e di non portargli rispetto.
Bonasera, allora si inchina di fronte a Vito Corleone, gli bacia la mano, è dice: "Padrino, sono tuo amico?".
Don Corleone assicura giustizia, ma non farà uccidere i tre delinquenti, perché la figlia di Bonasera è ancora viva.
Vito aveva incaricato Tom Hagen, che aveva passato l'ordine a Clemenza, il quale a sua volta si era rivolto a Paulie Gatto. Questi sceglieva la persona che avrebbe dovuto effettuare il lavoro. Così per coinvolgere il Don bisognava che ogni anello di questa catena lo tradisse.
Paulie Gatto doveva dare una lezione ai due "delinquenti". Sapeva tutto su di loro: i loro nomi erano Jerry Wagner e Kevin Moonan. Il lavoro andava fatto in fretta, prima che i ragazzi tornassero al college. Passata la mezzanotte, tutti i negozi chiusi, solo il bar da dove erano usciti con due ragazze era aperto. Due uomini in un'auto hanno il compito di catturarli. Non dovevano ammazzarli, erano addestrati per ferirli in modo da farli rimanere in ospedale per molto tempo. Usciti dal bar, Paulie attirò la loro attenzione, i due gorilla, ex-pugili, afferrarono i due ragazzi, e Gatto sferrò duri colpi sulle facce dei due ragazzi. Se ne andarono pochi secondi dopo lasciando i due ragazzi in fin di vita.
Passano diversi giorni e la famiglia Corleone riceve una proposta da Virgil Sollozzo, detto il Turco; questo personaggio rappresenta i pionieri dello spaccio di droga. Chiedeva un finanziamento di un milione di dollari dal Don Vito Corleone, per alimentare la produzione di eroine in Sicilia, che poi sarebbe stata importata negli States. Gli utili sarebbero stati distribuiti anche con un'altra famiglia mafiosa, quella dei Tattaglia, che avrebbe garantito la copertura della polizia.
Don Vito non accetta la proposta, ritiene l'affare una "cosa sporca", totalmente differente dal gioco d'azzardo.
Visto il rifiuto della famiglia Corleone, il Turco si rivolse ai Tattaglia che commissionarono la morte del Padrino. Questo sporco gioco serviva a far acquistare il potere a Sonny Corleone, favorevole all'introduzione della droga.
L'attentato al Padrino sfociò in cinque proiettili conficcati nel petto, ma miracolosamente sfuggì alla morte, rimanendo però in condizioni gravi, così da far diventare Sonny una sorta di Padrino momentaneo.
In questo periodo di tensione tra le due famiglie si riuniscono i figli di Don Corleone e durante una "riunione", Mike si propone di uccidere il figlio del Boss di Tattaglia e Clusky, il poliziotto che lo proteggeva.
Anche se in un primo momento i fratelli non si sarebbero mai aspettati un comportamento simile dal "santarellino di famiglia", decisero di aiutarlo e lo prepararono per il suo primo "omicidio d'affari".
Dopo il delitto Mike fu costretto a rifugiarsi in Sicilia dove passò due anni della sua vita.
Qui incontro una ragazza, se ne innamorò e chiese la sua mano.
Intanto in America Sonny, incastrato dal cognato, viene fatto uscire allo scoperto e ammazzato dai Tattaglia, che rivendicarono il vecchio omicidio del figlio del Boss, Bruno.
Don Vito si rese conto che la situazione tra le famiglie stava degenerando e chiese un incontro con tutti i Boss delle principali famiglie mafiose americane. Arrivarono ad un accordo, che includeva l'esclusione di ogni altro spargimento di sangue e la divisione dei ricavi dalla vendita della droga.
Mike, tornato in America, diventa stretto aiutante del padre, e rincontra la sua vecchia amica, Kay Adams, e le chiede di sposarlo.
Lei diventerà la moglie del nuovo Padrino, Don Michael Corleone.
Il libro è una splendida realizzazione di ciò che è la mafia, nella sua organizzazione, nel suo modo di agire, negli scontri con altri mafiosi, nella capacità di garantirsi una protezione grazie al rispetto che le viene portato.
Ma è la forma gerarchica che risalta, la figura del Padrino, buono e cattivo allo stesso tempo, temuto e rispettato, amato e odiato. Il Boss che tutti conoscono e che è invulnerabile. Chi lavora per lui è parte di lui, è un siciliano, è coperto dall'omertà.
Un opera indimenticabile, curata nei dettagli, un grande romanzo da cui sono stati tratti innumerevoli opere cinematografiche, prima tra tutte quella di F. Ford Coppola.
Capolavoro epico di Coppola. Vincitore dell'Oscar Marlon Brando nel ruolo del patriarca della famiglia Corleonese. Coppola dipinge l'ascesa al potere di una famiglia siciliana in America e i riti del passaggio di potere da padre a figlio. Coppola riesce a bilanciare perfettamente la saga familiare e l'attività criminale.